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I mercati energetici vivono, lato retail, una fase di stallo legislativo, eppure la legge sulla Concorrenza (Legge 124/2017) aveva introdotto nuovi principi e criteri che avrebbero dovuto dare il via ad una serie di provvedimenti, anche ministeriali, per portare a termine il processo di liberalizzazione previsto più di 20 anni fa.

In questi giorni in cui si discute in Parlamento della conversione del D.L. Milleproroghe (DL 162/2019) – con il fine di offrire una spunto propositivo in linea con quanto propone la nuova Direttiva europea 2019/944 – insieme a Carlo Stagnaro (Direttore Osservatorio sull’economia digitale dell’Istituto Bruno Leoni) abbiamo voluto redigere un contributo per evitare che nell’indecisione prevalga la comoda via d’uscita della proroga secca.

Secondo noi, per garantire che il mercato sia pronto alla liberalizzazione occorre prevedere un’uscita scaglionata dei consumatori dal servizio di tutela individuando un meccanismo distinto per i due mercati dell’energia elettrica e del gas.

Proponiamo quindi di individuare tre gruppi di consumatori distinti:

  • Pmi (per l’elettrico) e condomini (per il gas);
  • consumatori domestici non vulnerabili;
  • consumatori domestici vulnerabili.

Il cluster dei consumatori vulnerabili da noi ipotizzato è composto da coloro che si trovano in condizione (o a rischio) di povertà energetica e i consumatori anziani. Per questo, in linea con la Direttiva sopracitata andrebbe introdotta nell’ordinamento italiano una nuova definizione di consumatore vulnerabile.

Il Focus “2022 Fuga dalla tutela: come costruire un percorso per liberalizzare efficacemente energia elettrica e gas” è disponibile al seguente link.