Quale livello di potenza impegnata scegliere?

Autore: ServiziPerUtenzePubblicato il Data:

Il trasporto di energia elettrica (non il trasporto del contatore come lascia intendere la Bolletta 2.0) è un’attività svolta dal Distributore Locale (Areti, E-distribuzione, Unareti) in regime di concessione. E’ quindi un servizio soggetto a tariffa. Le tariffe sono stabilite annualmente dall’Autorità per l’energia (ARERA) in base a tecniche regolatorie complesse di rimborso dei costi sostenuti dalle società che svolgono questi servizi.

La messa a disposizione di energia è pagata oggi in base a tariffe differenti:

  • €/Punto di prelievo
  • €/kWh
  • €/KW

Analizziamo quest’ultimo punto. I distributori di elettricità sono tenuti a rendere disponibili i seguenti livelli di potenza contrattuale impegnata:

  • a) fino a 6 kW, con potenze modulabili in aumento o riduzione di 0,5 kW;
  • b) oltre 6 kW e fino a 10 kW, con potenze modulabili in aumento o riduzione di 1 kW;
  • c) oltre 10 kW e fino a 30 kW, con potenze modulabili in aumento o riduzione di 5 kW.

L’esercente può rendere disponibili ulteriori livelli di potenza contrattualmente impegnata.

Nei casi citati (sino a 30 kW) il dispositivo atto a limitare la potenza prelevata (se presente) è tarato al livello della potenza contrattualmente impegnata, incrementato almeno del 10%. Esempio: se optiamo per avere 2,5 kW a casa al superamento di un assorbimento di 2,75 kW salta la corrente.

Come scegliere?

Il criterio ottimale dipende innanzi tutto dall’attività svolta. Nel caso del consumatore domestico crediamo possa prevalere l’effetto comodità1 rispetto al costo da sopportare.

La somma dei corrispettivi (tau 2 e UC6) pagati sul kW ammonta a 21,29 €/kW/anno. Un classico 3 kW paga quindi annualmente 63,87 €. Passare da 2 kW a 4 kW vale quindi 42,58 € su base annuale.

Nel caso dei clienti alimentati in BT altri usi (professionisti e PMI) la potenza (kW) ha costi decisamente maggiori, anche se, i contatori telegestiti di ultima generazione e la rimozione del limitatore consentono il pagamento su ciò che effettivamente è consumato e non sulla potenza impegnata contrattualmente.

Nel caso delle PMI il costo unitario kW è il triplo rispetto al consumatore domestico essendo sui 60 €/kW (valore medio tra diverse opzioni tariffarie). E’ importante quindi evitare, laddove l’attività lo consenta, di utilizzare i macchinari simultaneamente e impiegare invece la potenza a disposizione in modo efficiente nel tempo.


1 ora che la tariffa d2 e d3 non distingue più la soglia dei 3 kW

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