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Rimozione del regime di tutela di prezzo (gas) per le piccole e medie imprese

Autore: m.ciofettaPubblicato il Data:

Molte imprese ricevono in questi giorni ad opera dei loro fornitori le proposte di modifica unilaterale dei propri contratti in quanto a seguito dell’articolo 4 comma 1 del D.L. n. 69/2013   non hanno più diritto al prezzo fissato convenzionalmente dall’Autorità per l’energia ma devono obbligatoriamente essere rifornite in regime di libero mercato.

Pertanto i fornitori comunicano la nuova struttura di prezzo che potrà essere indicizzata, o meno, alle condizioni fissate dall’Autorità per l’energia.

Al fine di offrire un parametro di confronto Servizi per Utenze ha elaborato la seguente Tabella che riporta i parametri di riferimento pubblicati con delibere dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas

materia   prima
anno 2013 2013 2013 2014 2014 2014
mese 10 11 12 1 2 3
Cmem €/GJ 8,056789 8,056789 8,056789 8,418603 8,418603 8,418603
CCR €/GJ 0,816867 0,816867 0,816867 0,816867 0,816867 0,816867

Per avere i dati in €/mc occorre moltiplicare gli importi sopra evidenziati per il Potere Calorifico Superiore espresso in GJ/smc (nell’esempio è 0,03852).

materia prima €/mc  
anno

2013

2013

2013

2014

2014

2014

mese

10

11

12

1

2

3

Cmem

€/mc

0,310348

0,310348

0,310348

0,324285

0,324285

0,324285

CCR

€/mc

0,031466

0,031466

0,031466

0,031466

0,031466

0,031466

 

 

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Le Tariffe di energia elettrica specifiche per il riscaldamento a pompa di calore

Autore: m.ciofettaPubblicato il Data:

Dal 1° luglio 2014 l’Autorità per l’energia intende definire, in via sperimentale,  una nuova tariffa per i servizi di rete che possa essere più conveniente rispetto a quella attuale per coloro che decidono di puntare sul riscaldamento a pompa di calore come unica modalità di riscaldamento casalingo.

L’idea di fondo è di evitare che l’attuale sistema tariffario basato su scaglioni di consumo con corrispettivi crescenti all’aumentare dei consumi possa penalizzare l’utilizzo di tecnologie promettenti sul piano dell’efficienza e dell’ambiente.

Pagare una tariffa di 1,646 c€/kwh su tutti i consumi elettrici sarà conveniente rispetto a quelle attuali per quei consumatori che hanno consumi annuali maggiori di 2100/kwh.

L’Autorità sta inoltre verificando la possibilità di alzare a 3,5 KW la potenza disponibile relativa alla Tariffa D2, valida solo per i residenti, dove vi sono i corrispettivi più convenienti. Si ricorda infatti che al passaggio a 4,5 KW o potenze disponibili superiori si rientra in automatico (anche i residenti) al sistema tariffario D3.

Link: Scarica il comunicato stampa dell’Autorità per l’energia

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Previsioni costo elettricità per il 2014

Autore: m.ciofettaPubblicato il Data:

Sarà un anno difficile il 2014 in quanto, nonostante le promesse Governative, la realtà è che le famiglie e le piccole e medie imprese subiranno ancora rincari dovuti da una serie di fattori. In primis l’agevolazione riconosciuta agli utenti industriali si calerà come un macigno dentro i servizi di rete dove si prevedono aumenti rilevanti. Anche il dispacciamento (servizi di vendita) è atteso in crescita un po’ per il nuovo capacity payment e un po’ per le difficoltà a gestire una plurità crescente di impianti. Il costo dell’energia potrebbe diminuire ma non in modo da compensare gli aumenti previsti.

E gli operatori come si comporteranno? Crediamo che non sia ancora venuto il momento di offerte chiare e trasparenti e le “anomalie del mercato” saranno ancora molte: conguagli, letture stimate, importi sballati.

 

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Prezzo Unico Nazionale (PUN)

Autore: m.ciofettaPubblicato il Data:

COS’E’ IL PUN?

PUN è l’acronimo di Prezzo Unico Nazionale e rappresenta il valore medio del costo dell’energia elettrica per ogni ora e per ogni giorno su base nazionale. Il dato nazionale è una media che tiene conto dei prezzi formati nelle diverse zone d’Italia e nelle diverse ore della giornata.

 QUALI SONO I PREZZI ZONALI?

In termini di prezzi del mercato all’ingrosso, l’Italia è suddivisa in sei zone (Nord – Centro Nord – Centro Sud – Sud – Sicilia – Sardegna) come riportato in figura.

 

 

 

SONO PREZZI PUBBLICI?

Il PUN e i PUN zonali  scaturiscono dalle contrattazioni tra produttori di energia (offrono) e grossisti (comprano) nel mercato all’ingrosso di energia elettrica e i prezzi sono tutti riportati sul sito del gestore del mercato elettrico (www.mercatoelettrico.org).

 PUN E FATTURE?

In termini di fatturazione può essere un valore unico su base mensile, espresso in €/KWh o €/MWh, oppure suddiviso nelle tre fasce orarie F1, F2 e F3.

Il PUN non tiene conto delle perdite di rete.

Clicca qui per visionare i prezzi

 http://serviziperutenze.it/?p=496

 

 

 

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Regimi di tutela – settore elettrico

Autore: m.ciofettaPubblicato il Data:

COSA S’INTENDE PER SERVIZIO DI MAGGIOR TUTELA?

 I consumatori finali, imprese e cittadini, sono tutelati in termini di prezzo dal cosiddetto “servizio di maggior tutela” che consiste nella possibilità di avere prezzi fissati dall’Autorità per l’energia. Pertanto, quando le bollette riportano nell’intestazione la dicitura “servizio di tutela” significa che ogni singolo corrispettivo è fissato per legge (o delibera) e non può essere attribuito arbitrariamente dal fornitore se non precedentemente stabilito dall’Autorità per l’energia o dalla fiscalità di Stato.

 CHI HA DIRITTO A TALE SERVIZIO?

Tutti i clienti domestici, i punti di prelievo in bassa tensione per l’illuminazione pubblica e le imprese connesse in bassa tensione, aventi meno di 50 dipendenti e un fatturato annuo non superiore a 10 milioni di euro a condizione che, con riferimento a tutto il territorio nazionale, il titolare della fornitura non abbia, sotto la propria titolarità, altri punti di prelievo connessi in media[1] o alta o altissima tensione. Avere diritto al servizio di maggior tutela implica la possibilità di poter optare per il mercato libero e se non soddisfatti tornare nel “mercato tutelato”.

 COME SI PASSA DAL MERCATO TUTELATO AL MERCATO LIBERO?

 Sottoscrivendo un nuovo contratto con un operatore del mercato libero si dà mandato al nuovo operatore affinché proceda in suo nome e per suo conto (mandato con rappresentanza) a sottoscrivere la comunicazione di recesso dal precedente fornitore. Il mandato si intende, di regola, conferito a titolo gratuito. L’inizio della fornitura avviene di regola il mese n+1 dal perfezionamento del contratto. Es: firma della proposta il 15 maggio , il 1° luglio inizio fornitura.

 COME SI TORNA DAL MERCATO LIBERO AL MERCATO TUTELATO?

 Bisogna recedere dal contratto facendo attenzione al rispetto dei termini contrattuali. Per un cliente domestico il preavviso non può essere superiore ad un mese e tre mesi per le imprese.  Per non incorrere in una possibile interruzione della fornitura il recesso deve essere sottoscritto dal cliente finale e deve essere consegnato al nuovo esercente al momento della sottoscrizione del contratto di fornitura o della proposta contrattuale. Il nuovo esercente provvederà a trasmettere il recesso stesso al vecchio fornitore. Il termine di preavviso decorre a partire dal primo giorno del primo mese successivo a quello di ricevimento della comunicazione di recesso da parte dell’esercente o del cliente finale.

ES DOMESTICO: recedo il 20 maggio dal contratto:

periodo 20 maggio – 30 giugno continua il fornitore uscente a fornirmi di energia

poi dal il 1° luglio subentra  un nuovo fornitore

 

 


[1] Sono punti in media tensione i punti di prelievo con tensione superiore a 1.000 Volt.

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Servizio idrico integrato: un ginepraio di tariffe nel guado di una riforma

Autore: m.ciofettaPubblicato il Data:

L’Autorità per l’energia elettrica e il gas ha assunto da qualche anno nuove funzioni in materia di servizi idrici integrati che si sono concretizzate nella definizione di un nuovo metodo transitorio tariffario MTT (delibera 585/2012/R/idr il 28 dicembre 2012)  valido per il periodo 2012-2013 e nell’approvazione della prima Direttiva per la trasparenza delle fatture (delibera 586/2012/R/idr).

In base al nuovo metodo si passa da un sistema di regolazione ex ante in cui si prevedono per i prossimi anni i costi da sostenere in base ai volumi d’acqua da erogare ad una regolazione ex post basata sul riconoscimento dei costi di consuntivo. Per il calcolo della tariffa del 2013 si è pertanto preso a riferimento i dati del bilancio del gestore locale riferiti al 2011 e adeguati all’inflazione reale.

La prima differenza sostanziale è che con il metodo precedente (Metodo Normalizzato) era stabilito per decreto un incremento massimo del 5% (più inflazione) mentre ora l’Autorità non ha imposto limiti al rialzo anche se ha previsto, in caso di aumenti superiori al 13,4% (biennio) indagini approfondite per verificarne la correttezza.

Un’ulteriore differenza è che con riferimento alla risorsa finanziaria, l’Autorità per l’energia ha stabilito che tali costi non debbano essere riconosciuti a piè di lista – favorendo comportamenti inefficienti o opportunistici – bensì attraverso riferimenti standard.

Quali effetti per il consumatore del nuovo metodo?

Il nuovo metodo ha introdotto degli aumenti tariffari in alcuni casi anche notevoli e ha contribuito, a differenza di quanto si pensasse a priori, ad accrescere la disomogeneità delle tariffe sul territorio in quanto numerosi soggetti competenti non hanno proceduto ad inviare gli atti di predisposizione delle tariffe.

Da uno studio realizzato da Spu (si veda figura), il quadro tariffario (nuovo metodo) appare molto disomogeneo anche perché ogni ente ha criteri differenti (si vedano ad esempio gli scaglioni di consumo).

A complicare il quadro occorre in aggiunta rilevare che la soppressione delle Autorità d’ambito ha paralizzato la gestione del servizio per alcuni territori a causa dell’inadempienza degli enti locali. L’Autorità però è corsa ai ripari avviando un procedimento finalizzato alla determinazione d’ufficio del moltiplicatore tariffario per le gestioni inadempienti (deliberazione 271/2013/R/idr).

In conclusione, tra aumenti e non aumenti, in una giungla tariffaria, e con i ricorsi al Consiglio di Stato avanzati da più parti il Paese continua a disperdere questa preziosa risorsa.

acqua

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Acea e l’area Idrica

Autore: FabriPalladinoPubblicato il Data:

Acea e l’area Idrica
Il Gruppo Acea è il primo operatore italiano nel settore idrico con 8,6 milioni di abitanti serviti, 760 milioni di metri cubi di acqua potabile venduta, 852 milioni di metri cubi di acque reflue depurate e oltre 1 milione e 160 mila controlli sulla risorsa potabile. Gli investimenti nel 2012 sono stati pari a 224 milioni di euro.

Il Gruppo gestisce il servizio idrico integrato a Roma e Frosinone e nelle rispettive province ed è presente in altre aree del Lazio, in Toscana, Umbria e Campania. La Società completa la qualità dei servizi offerti con la gestione sostenibile della risorsa acqua e il rispetto dell’ambiente.

Grazie all’esperienza acquisita nei decenni, l’Azienda ha sviluppato un know how all’avanguardia nella progettazione, costruzione e gestione dei sistemi idrici integrati: dalle sorgenti agli acquedotti, dalla distribuzione alla rete fognaria, alla depurazione. Particolare rilevanza è dedicata ai servizi di laboratorio. A Roma, dove è stata promossa – primo caso in Italia –  la carta di identità dell’acqua potabile, Acea esegue ogni anno circa 250.000 analisi sulla preziosa risorsa.

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Acqua, tariffa unica regionale, c’è il sì in commissione ambiente

Autore: FabriPalladinoPubblicato il Data:

Sarà unica la tariffa che verrà applicata per l’acqua in tutti i comuni siciliani. Questo, almeno, è quanto è stato approvato oggi in commissione Ambiente all’Ars, dove sta per intraprendere il rush finale il ddl sull’acqua, prima di approdare in Aula.

Il via libera della commissione, presieduta da Giampiero Trizzino e alla presenza dei deputati M5S Valentina Palmeri ed Angela Foti, è arrivato per un emendamento del governo, fortemente voluto dal Movimento Cinque Stelle, che prevede l’omogeneizzazione delle tariffe attualmente pagate nei vari comuni, mediante l’applicazione di una tariffa media ponderata “per ragioni di solidarietà tra i territori”. L’operazione dovrebbe andare in porto nel giro di tre anni dall’approvazione delle legge sull’acqua.

“Quello della tariffa unica – affermano i deputati del Movimento Cinque Stelle – era un passaggio fondamentale a favore della lotta per l’affermazione dell’acqua come bene comune. La Sicilia è una sola e non devono esistere cittadini di serie A e di serie B. L’articolo votato ed approvato oggi segue questa direzione”.

I principi che ispirano l’articolo approvato oggi sono quello della “solidarietà tra utenti e territori, economicità, efficienza ed efficacia della gestione, tutela della risorsa acqua, completamento e ammodernamento degli impianti primari e secondari del settore idrico, previsione di premialità nella pianificazione degli investimenti per i territori con deficit strutturali”.

Si avvicina a grandi passi verso l’Aula, pertanto, la travagliatissima legge sull’acqua, per la quale il Movimento Cinque Stelle è sempre stato schierato in prima fila con un unico obiettivo: la gestione pubblica nel rispetto dell’esito referendario.

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