Furto d’identità e venditori di energia: dopo quello del SII ora anche l’archivio CONSAP

Autore: ServiziPerUtenzePubblicato il Data:

In questi giorni, è entrata nel vivo la previsione normativa della legge sulla Concorrenza e in particolar modo del comma 84 dell’articolo 1 che ha incluso i venditori di energia elettrica e gas tra quei soggetti che devono partecipare, in termini di spese, al pagamento dei costi per la gestione dell’archivio pubblico centrale informatizzato del sistema di prevenzione delle frodi relative al tema dell’identità personali.

Preme subito evidenziare che un legislatore attento avrebbe dovuto far dialogare l’archivio pubblico del SII (Acquirente Unico S.p.a.) con quello di CONSAP piuttosto che crearne un altro seppur con finalità che sembrano differenti ma alla fine non lo sono più di tanto.

Questo nuovo archivio centrale di Stato, affidato a Consap, consente il riscontro dei dati contenuti nei principali documenti d’identità, riconoscimento e reddito, con quelli registrati nelle banche dati degli enti di riferimento, attualmente quelle dell’Agenzia delle Entrate, Ministero dell’Interno, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, INPS e INAIL. Questo riscontro si configura quindi come strumento di prevenzione per i “furti d’identità” sia totali che parziali.

L’adesione obbligatoria da parte dei venditori di energia prevede l’invio di un formulario al Ministero (MEF) e, a seguito di approvazione, la stipula di una convenzione con Consap.

La procedura di convenzionamento prevede l’uso della firma digitale, della marca temporale e della posta elettronica certificata (PEC).

L’indirizzo internet dove andare è il seguente:
https://scipafi-ammin.consap.it/Scipafi/Default.aspx

Ogni fornitore deve partecipare al costo di mantenimento dell’archivio versando un contributo (una tantum) economico che dovrebbe essere uguale per ogni fornitore.

Una volta che si è aderito al sistema ogni interrogazione dei dati comporterà il pagamento di un costo unitario.

Concludiamo con la granitica certezza di una norma poco sensata vista l’esistenza già di un archivio pubblico (SII) gestito da una società sempre controllata dallo stesso Ministero e dove vi è già anche un incrocio di dati per la gestione del canone.

Link utili:
Regolamento attuativo

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