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Le colonnine di ricarica dei veicoli ad alimentazione elettrica accessibili al pubblico (anche quelle aziendali per propri dipendenti)  sono considerate – ai fini della normativa fiscale di cui al D.Lgs 504/1995 –  dei consumatori finali dell’energia elettrica. In tal senso anche la regolazione le ha annoverate come tipologie di utenze (testo integrato TIT).

A chiarire la questione è recentemente intervenuta la circolare dell’Agenzia delle Dogane n. 141294/RU del 09/10/2019.

Non essendo considerati “rivenditori” ma consumatori finali dell’energia elettrica utilizzata per la ricarica degli accumulatori dei veicoli a trazione elettrica, l’accisa afferente l’energia elettrica destinata al servizio di ricarica viene assolta al momento della fornitura presso il punto di prelievo (POD) relativo all’infrastruttura di ricarica e l’obbligo del pagamento viene a configurarsi in capo ai soggetti che effettuano la predetta fornitura (quindi il titolare della colonnina).

Conseguentemente, tali punti di ricarica, non costituiscono di per sé officine elettriche per l’acquisto e la rivendita di energia elettrica ed i relativi gestori non sono, per questo, soggetti all’obbligo di licenza previsto dall’art. 53, co. 7, del D.L.vo n. 504/1995 (come avviene invece per i venditori di energia).

La stessa circolare però chiarisce che il titolare della colonnina deve acquistare da un operatore/fornitore di energia presente nel territorio nazionale e avente abilitazione ad operare (anagrafica ARERA e licenza UTF).

Infine la circolare chiarisce che l’impiego dell’energia elettrica utilizzata per la ricarica degli accumulatori dei veicoli a trazione elettrica presso le infrastrutture pubbliche, aperte al pubblico ovvero di pertinenza di enti o aziende per i propri dipendenti, rientra perciò tra gli usi dell’energia elettrica in locali e luoghi diversi dall’abitazione, trattandosi di utenze non domestiche.