Prezzi del mercato all’ingrosso dell’energia elettrica- aggiornamento mensile (dati €/MWh)

Autore: ServiziPerUtenzePubblicato il Data:

I valori solo espressi in €/Mwh e non comprendono le perdite di rete. Il PUN per fasce rappresenta una media dei prezzi orari che si formano giornalmente nel mercato all’ingrosso (fisico) e che per prassi costituiscono il principale riferimento degli operatori della vendita di energia.

Fonte: I suddetti prezzi sono pubblicati dalla società Gestore del Mercato Elettrico S.p.a. e reperibili sul sito www.mercatoelettrico.org nella sezione delle statistiche

 

2014 F1 F2 F3 PUN
Gennaio 69,000 66,960 48,950 59,270
Febbraio 61,310 59,860 38,870 51,340
Marzo 53,620 55,590 36,850 46,730
Aprile 49,670 55,660 38,370 45,760
Maggio 48,300 55,990 40,240 46,660
Giugno 52,620 52,300 40,780 47,020
Luglio 48,900 50,140 42,270 46,420
Agosto 47,040 52,660 44,380 47,170
Settembre 62,390 63,520 51,270 57,970
Ottobre 69,280 70,680 51,700 62,230
Novembre 67,250 60,390 43,460 54,590
Dicembre 70,550 67,770 49,140 59,580
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Audit energetici obbligatori per le grandi imprese: scadenza 5 dicembre 2015

Autore: ServiziPerUtenzePubblicato il Data:

Il quadro normativo europeo

L’articolo 2 della Direttiva 2012/27 definisce l’audit energetico come “una procedura sistematica finalizzata ad ottenere un’adeguata conoscenza del profilo di consumo energetico di un edificio o gruppo di edifici, di una attività o impianto industriale o commerciale o di servizi pubblici o privati, a individuare e quantificare le opportunità di risparmio energetico sotto il profilo costi-benefici e a riferire in merito ai risultati.”

L’articolo 8 poi entra nel merito è al comma 4 prevede l’obbligo, per le imprese non PMI, di svolgere audit energetici ad opera di esperti qualificati e/o accreditati entro il 5 dicembre 2015 e almeno ogni quattro anni dalla data del precedente audit energetico.

Il comma 5 dell’art. 8 rimanda all’Allegato VI per i criteri minimi fondati che sono i seguenti:

a) sono basati su dati operativi relativi al consumo di energia aggiornati, misurati e tracciabili e (per l’energia elettrica) sui profili di carico;

  1. b) comprendono un esame dettagliato del profilo di consumo energetico di edifici o di gruppi di edifici, di attività o impianti industriali, ivi compreso il trasporto;
  2. c) ove possibile, si basano sull’analisi del costo del ciclo di vita, invece che su semplici periodi di ammortamento, in modo da tener conto dei risparmi a lungo termine, dei valori residuali degli investimenti a lungo termine e dei tassi di sconto;
  3. d) sono proporzionati e sufficientemente rappresentativi per consentire di tracciare un quadro fedele della prestazione energetica globale e di individuare in modo affidabile le opportunità di miglioramento più significative.

Gli audit energetici consentono calcoli dettagliati e convalidati per le misure proposte in modo da fornire informazioni chiare sui potenziali risparmi. I dati utilizzati per gli audit energetici possono essere conservati per le analisi storiche e per il monitoraggio della prestazione.”

Il quadro normativo italiano

La normativa europea è stata recepita in Italia dall’articolo 8 del D.Lgs. 102/2014:

“ 1. Le grandi imprese eseguono una diagnosi energetica, condotta  da società di servizi energetici, esperti in  gestione  dell’energia  o auditor energetici e da ISPRA relativamente  allo  schema  volontario EMAS, nei siti produttivi localizzati sul territorio nazionale  entro il 5 dicembre 2015 e successivamente ogni 4 anni, in  conformità  ai dettati di cui all’allegato 2 al presente decreto.”

 

 

Si evidenzia che a partire dal 19 luglio 2016 gli audit/diagnosi dovranno essere realizzati esclusivamente da  soggetti certificati  da  organismi  accreditati  ai  sensi  del   regolamento comunitario n. 765 del 2008

Per capire chi sono le “Grandi Imprese” dobbiamo rifarci alla normativa europea che non parla di Grandi Imprese ma dispone che tutto ciò che non sia PMI è grande impresa. Tale principio è chiaramente espresso al comma 6 dell’articolo 8 della Direttiva.

Si ricorda che le PMI sono quelle imprese che soddisfano i seguenti requisiti:

  • impiegano meno di 250 persone
  • il cui fatturato annuo non supera i 50 milioni di euro o il cui totale di bilancio non supera i 43 milioni di euro.

L’aspetto controverso della normativa italiana è che riporta la locuzione “siti produttivi” introducendo un obbligo che sembra applicarsi al singolo edificio, alla singola filiale, alla singola sede a prescindere dalla rilevanza energetica di quell’edificio. Su questo punto possibile che prima della scadenza vi siano dei chiarimenti ministeriali in merito.

Le diagnosi energetiche sono condotte sulla base dei criteri minimi fissati nell’Allegato 2 al D.Lgs e identici all’allegato VI della Direttiva Europea (sopra riportati).

Sanzioni

Le sanzioni sono di due tipologie:

  • omessa diagnosi da 4.000 a  000 €;
  • diagnosi non conforme da 2.000 a 20.000 €.

Esclusioni

L’ obbligo  non si applica alle grandi imprese che hanno adottato sistemi di gestione conformi EMAS e alle norme ISO 50001 o EN ISO 14001, a condizione che il sistema di gestione  in  questione  includa  un  audit  energetico realizzato in  conformità  ai  dettati  di  cui  all’allegato  2  al presente decreto.  I  risultati  di  tali  diagnosi  sono  comunicati all’ENEA e all’ISPRA che ne cura la conservazione.

 

 

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