A grande richiesta: approfondimento tecnico sul POD VIRTUALE

Autore: ServiziPerUtenzePubblicato il Data:

Il POD è l’acronimo di Point of Delivery. Meglio conosciuto come “punto di fornitura”, “punto di consegna” o “punto di prelievo”, è un prezioso codice alfanumerico composto da 14 caratteri utilizzato per identificare i punti fisici di prelievo e/o di immissione di energia elettrica nelle reti elettriche di distribuzione e trasmissione.

Possono cambiare i fornitori e quindi i numeri relativi al cliente (ogni fornitore ne assegna uno proprio al cliente) ma il POD resta sempre lo stesso in quanto è collegato al contatore. Il punto di fornitura alla fine è proprio il contatore stesso e da lì in poi finisce la competenza del distributore di energia (ad eccezione del POD Virtuale) e inizia quella dell’elettricista.

Ma entriamo nel dettaglio del POD VIRTUALE

La contrattualistica e la modulistica che ci fa firmare il distributore nelle pratiche di connessione è molto importante e a maggior ragione in presenza di SSPC (sistemi semplici di produzione e consumo). I SSPC sono i casi in cui il POD riguardi un punto di connessione in cui oltre ad immissioni sono previsti prelievi per usi diversi dai servizi ausiliari (quindi autoconsumo).

Se il POD appartiene ad un SSPC (nelle sue diverse configurazioni SEU, SEESEU A, SEESEU B, SEESEU C, ASAP/ASE) allora possiamo distinguere diverse tipologie di POD:

  • Principale: l’unico POD in caso di un unico punto di connessione alla rete pubblica;
  • Secondario: POD aggiuntivo al Principale, in caso di più punti di connessione alla rete pubblica, inclusi i punti di emergenza;
  • Emergenza: POD aggiuntivo al Principale, come definito all’art. 18 del TISSPC in caso di più punti di connessione alla rete pubblica;
  • Virtuale: POD relativo ad impianti di produzione o unità di consumo connesse alla rete pubblica per il tramite delle linee private presenti all’interno dell’ASSPC con presenza di più punti di connessione attraverso i quali avviene normalmente lo scambio di energia con la rete e tali da essere interconnessi circuitalmente fra loro.

L’aspetto più importante è che quando il distributore mette un POD Virtuale (perché glielo si richiede) ci sono conseguenze tariffarie:

  • i corrispettivi tariffari espressi in centesimi di euro/punto di prelievo per anno e in centesimi di euro/kW impegnato per anno si applicano a ciascun punto di connessione, in relazione al livello di tensione del predetto punto, alla potenza impegnata e alla potenza disponibile sul predetto punto e alla tipologia di utenza di appartenenza di cui all’articolo 2, comma 2.2, del TIT;
  • i corrispettivi tariffari espressi in centesimi di euro/kWh per anno si applicano all’energia elettrica complessivamente attribuita come prelievo al punto di connessione principale con la rete elettrica.

L’attività di misura sarà svolta dal Distributore e quindi oggetto di fatturazione. Per avere un quadro sui corrispettivi abbonati a REMO.

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